La tana del Coniglio

e altre storie fantastiche

“L’uomo emerse dall’ombra quando le ultime luci giallo-verdastre del giorno indugiavano ancora ad ovest. Si fermò all’estremità del patio e chiamò: ‘Signor Adams, è lei ?’. Colto di sorpresa da quella voce, Christopher Adams spostò il peso sulla sedia, facendola scricchiolare. Poi ricordò. Un paio di giorni prima si era trasferito un nuovo vicino dall’altra parte del prato. Gliel’aveva detto Jonathon…e Jonathon era al corrente di tutti i pettegolezzi che circolavano nel raggio di un centinaio di chilometri. Quelli degli umani, così come quelli degli androidi e dei robot.

61 Cygni è un pianeta misterioso e inviolabile. L’unico pianeta di tutto l’impero galattico che l’uomo non è riuscito ad esplorare e controllare. Una vera e propria spina nel fianco per gli esseri umani.

L’agente speciale Asher Sutton riesce, con una navicella spaziale, nella titanica impresa di penetrare gli invalicabili scudi energetici di protezione presenti sul pianeta. Ma di lui si perdono le tracce e viene dato per morto.

Incredibilmente , 20 anni dopo, Asher Sutton fa ritorno sulla terra con la stessa navicella con cui era partito, ma così danneggiata da rendere impossibile un viaggio lungo 11 anni luce.

Al suo ritorno, porta con se una serie di misteri: Cosa ha visto Sutton in 61 Cygni ? Quali incredibili conoscenze ha maturato durante il suo soggiorno su quel pianeta ? Come ha fatto a fare ritorno sulla terra con una nave priva di motori e senza cibo né acqua ? Cos’è oggi Asher Sutton e perchè deve essere eliminato ?

E come se non bastasse i misteri si infittiscono con il proseguo della storia perchè Sutton ritrova un libro messianico scritto nel futuro e di cui lui è l’autore. Un libro destinato a cambiare per sempre il ruolo dell’uomo e di tutte le creature viventi dell’universo. Un libro incredibilmente profetico per cui diverse fazioni sono pronte a darsi guerra per divulgare o confutare le tesi ivi contenute. Un libro che Asher Sutton deve ancora scrivere !

 E’ questa la labirintica trama di Oltre L’invisibile (titolo originale: “Time and Again”), romanzo pubblicato per la prima volta nel 1951 da Clifford Simak. Simak è uno degli autori simbolo dell’età dell’oro della fantascienza, sebbene non abbia al suo attivo una produzione particolarmente vasta ed abbia raggiunto solamente un pubblico di nicchia. Ha rappresentato comunque un autore seminale per scrittori che della fantascienza hanno fatto la storia , a partire da Isaac Asimov. Scrive di lui Asimov:

È una delle tre persone alle quali devo la mia formazione e carriera di scrittore. Devo ringraziare John Campbell e Fred Pohl di precetto, e Cliff Simak per il suo esempio

Viaggi nel tempo, paradossi temporali, macchinazioni, spionaggio, il rapporto dell’uomo con gli androidi e con tutte le creature che abitano l’universo, filosofia, religione: tutti questi elementi sono contenuti nelle 225 pagine di Oltre l’invisibile. Un minestrone che si sviluppa in una trama non lineare, non semplicissima da seguire e che lascia diversi punti in sospeso o quantomeno non li chiarisce del tutto.

Ma se vi approcciate a questo libro concentrandovi esclusivamente sul comprendere tutti i paradossi che vi troverete davanti allora perderete tempo. La bellezza di questo meraviglioso libro sta nell’ipotizzare una risposta alle domande apicali che l’uomo si pone in tutta la sua esistenza e, soprattutto, teorizzare sul fatto che queste risposte possano trovarsi nell’immensità dell’universo inesplorato e che sarebbero accessibili se solo si avessero le conoscenze tecnologiche per arrivarci.

Simak ridefinisce il concetto di Destino. Lo porta da una visione  “fatalista” (un insieme di cause che si suppone possano influenzare gli eventi della nostra vita) ad un’audace visione “mistica” in cui ogni creatura vivente nell’universo è in simbiosi con una sorta di microrganismo che popola il nostro cervello. Una visione che evolve il concetto di Destino da semplice parola (o concetto astratto) ad una sorta di coscienza intangibile. Un concetto che si avvicina a  quello di Fede. In fondo cos’era la Fede prima di diventare una forza con cui l’uomo ha dovuto fare i conti ? Una semplice parola.

Io sono il tuo Destino. Destino, non fatalismo. Destino, non predeterminazione. Destino, il modo in cui si costruiva la propria vita, in cui si plasmava la propria esistenza…il modo in cui avrebbe dovuto essere, il modo in cui sarebbe stata se si fosse prestato ascolto alla voce calma e sommessa che bisbigliava in corrispondenza dei molti punti di svolta e dei crocevia.”

Simak ridefinisce anche il rapporto dell’uomo con tutte le creature viventi e con gli androidi, i quali, quest’ultimi, sono la metafora perfetta degli oppressi. Lo fa ribadendo con forza i concetti di uguaglianza e pari dignità in contrapposizione al cieco sciovinismo della specie umana. Lo fa con coraggio , dal momento che “Oltre l’invisibile” è stato scritto negli anni 50 quando in America si era in piena segregazione razziale. In “Oltre l’invisibile” gli androidi reclamano i loro diritti nei confronti dell’uomo in quanto esseri creati dall’uomo stesso e del tutto simili a lui. Quello che reclamano è un’uguaglianza reale e non per dispensa speciale o come atto di tolleranza da parte degli uomini.

Non siamo solo robot e non siamo nemmeno uomini. Non siamo macchine e non siamo nemmeno fatti di carne e ossa. Siamo prodotti chimici fatti a immagine dei nostri creatori , destinati a un’esistenza chimica così simile alla vita dei nostri costruttori che un giorno qualcuno di loro scoprirà, con sua grande sorpresa, non c’è alcuna differenza. Così simile all’uomo, eppure non siamo l’uomo.” 

Adoro quella fastascienza che rifugge gli aspetti tecnologici e approfondisce gli aspetti intimistici, filosofici e religiosi. Amo gli scrittori “emotivi” (o “sentimentali”,  come viene definito Simak) che coniugano ad un approccio riflessivo anche paesaggi bucolici e in controtendenza rispetto alla natura della storia fantascientifica che stanno raccontando. Se si potesse rappresentare con immagini le ambientazioni in cui si inseriscono le storie di Simak (e quindi anche “Oltre l’invisibile”) userei le suggestive raffigurazioni di Simon Stalenhag (recentemente portate in evidenza dalla serie Tv “Tales from the loop”). “Fantascienza rurale” , come lo stesso Simak amava descrivere le sue opere. E “fantascienza rurale”, se ci pensate bene, è già di per se un ossimoro.

E’ in questo senso di ricerca filosofica e religiosa , di comprensione di tutti gli uomini e di tutte le specie viventi e del loro ruolo all’interno dell’universo, che va letto Oltre l’invisibile.

Non esiste una singola creatura, a prescindere da come sia stata creata , da come sia nata, come sia stata concepita o fabbricata, che conosca il pulpito della vita e cammini sola in questo mondo. Questo ve lo posso assicurare.

3 pensieri su “Oltre l’invisibile (e oltre…)

  1. Nicola ha detto:

    Piace anche a me la fantascienza filosofica o emotiva come dici tu. E molto piaceva a tuo padre in particolare C.S.

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Nicola, evochi bei ricordi..
      Un abbraccio !

      "Mi piace"

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